Tessuti d'arredo e fonoassorbenti

chiacchierata tra Andrea Gorra e Roberto Cantarelli

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Il Blogger piacentino Andrea Gorra parla di tessuti d’arredamento con Roberto Cantarelli, esperto del settore e produttore di tende a Podenzano. 

 

Ciao ragazzi vi presento Roberto Cantarelli

Andrea Gorra: -Ciao ragazzi, ancora benvenuti sul mio canale, oggi ho portato qui un amico nonchè un professionista per quanto riguarda il mondo dell’arredamento, soprattutto i tessuti d’arredamento, Roberto Cantarelli.

Prima di tutto vi invito a cliccare mi piace al video, a condividerlo e a iscrivervi al mio canale Roberto Cantarelli: - Ciao a tutti -

Andrea Gorra: - Ciao Robi, allora oggi ti ho portato qui davanti a un bicchiere di vino in particolare per un po’ sgranare tutto quello che riguarda il mondo dei tessuti d’arredamento; in particolare io so che tu hai un negozio dove penso sei l’unica realtà in provincia quindi con negozio di vendita al dettaglio e sartoria propria in grado di coprire tutte le esigenze dei tessuti, quindi dal cuscino alla tovaglia al divano ai tendaggi.

Roberto Cantarelli:- Esatto. -

Andrea Gorra: - So che, perchè mi accennavi l’altra volta, adesso i tessuti stanno andando in una direzione molto particolare, addirittura riguardo al rumore –

I tessuti fonoassorbenti

Roberto Cantarelli: - Questo è vero, è vero; fino a qualche anno fa il discorso dell’acustica, della fonoassorbenza, era dedicato solamente al discorso opere murarie piuttsosto che pannellature rigide e quant’altro. I costi di queste operazioni sono comunque elevati, la tendenza della fonoassorbenza ha un trend di crescita esponenziale perchè soprattutto nei locali pubblici di nuova apertura adesso è richiesto il rilievo fonometrico, quindi devono stare entro certi parametri.

Giusto per darti l’idea di qual è il problema della fonoassorbenza, è quando si va in un ristorante dove tu non riesci a parlare col tuo vicino di tavolo perchè c’è questa confusione.

Questo è chiamato in termine tecnico “tempo di riverbero” e deve essere assolutamente controllato.

Nei locali di nuova apertura questo deve stare entro certi valori. -

Andrea Gorra: - Però io ho sempre immaginato i pannelli fonoassorbenti un po’ come “il confessionale di Grande Fratello” con questi coni in gomma piuma rossi piuttosto che gli studi musicali, mentre adesso proprio i tessuti che normalmente sarebbero d’arredo possono avere quel ruolo. -

Roberto Cantarelli: - Sì esatto, diciamo che in linea di massima qualunque tessuto ha una capacità fonoassorbente, poi la ricerca degli ultimi anni e dell’ultimo periodo in particolar modo, ha spinto a studiare alcune trame di tessuto piuttosto che alcuni materiali che hanno proprio una capacità fonoassorbente; ti spiego: normalmente appunto l’esempio che tu hai fatto calzante della gomma piuma - del cono

Andrea Gorra: - che sembra il portauova -

Roberto Cantarelli: - esatto, una volta venivano usati i portauova, quando ero giovane io, io avevo la passione per la musica, per suonare mettevamo il portauova sulle pareti

Andrea Gorra: - Che comunque fa ancora il suo effetto!-

Roberto Cantarelli: - Altrochè. E’ sempre il miglior fonoassorbente in assoluto, ahimè. -

Andrea Gorra: - Ragazzi sappiatelo non buttate mai le confezioni del portauova. -

Roberto Cantarelli: - Esatto, esatto, anche perchè è il più economico tra l’altro, tra le altre cose. -

Adesso, diciamo, questa tecnologia è un attimino più precisa ed esistono dei tessuti e normalmente si pensa al tessuto del cinema, del sapario, un tessuto pesante, mentre in alcuni ambiti, come il cinema il teatro per una serie di motivazioni che non sto qua a spiegare, perchè se no si entrerebbe troppo nel tecnico, è necessario perchè è necessaria una massa per fermare il suono, ma per il discorso della fonoassorbenza come un locale o come la casa, è necessario un tessuto che sia in grado di spezzare questa onda di rumore che parte da una parte e non deve arrivare dall’altra parte, cioè deve essere rotta.

Andrea Gorra: - Non deve arrivare al mio orecchio -

Roberto Cantarelli: - Non deve arrivare al tuo orecchio, deve arrivare anzi in maniera molto meno energica perchè comunque anche il suono ha una sua energia, per esempio se io parlo ad alto volume ti creo anche un effetto di spostamento, se parlo a basso volume questo crea un altro effetto.

Per darti l’idea abbiamo questa tipologia di tessuti, giusto per farti vedere, sono tessuti sembrano cotone, sembra cotone, è una fibra che si chiama trevira, tra le altre cose è ignifuga quindi ha veramente tante qualità e questa normalmente è la domanda che mi fa il cliente mi dice: ma qua questo come fa a fermare il suono?

In realtà questo non lo ferma ma il giochetto è molto semplice: se io faccio questo, se utilizzo questo tessuto per fare un tendaggio e lo metto dietro a questa parete,cosa succede? Il suono che dà fastidio passa attraverso il tessuto e si spezza, rimbalza contro la parete (retrostante al tessuto), ritorna attraverso il tessuto e si spezza ulteriormente e quindi arriva al tuo orecchio, diciamo, molto indebolito e questo va ad abbassare - supponiamo nel famoso ristorante di cui abbiamo parlato prima - ad abbassare questa difficoltà, questo problema del vocio, quindi ti arriva molto soffuso.

Poi si crea un effetto molto particolare che meno rumore sentiamo e più abbassiamo la voce, perchè se tu ti trovi in un ristorante dove c’è poco rumore la tendenza a parlare con il tuo vicino di tavolo è sempre a bassa voce, e quindi si ottiene l’effetto -

Andrea Gorra: - Viceversa per farti sentire tendi sempre ad alzare la voce. -

Roberto Cantarelli: - esatto. Una volta, fino a qualche tempo fa, per ottenere questi risultati venivano utilizzate delle pareti in carton gesso con dentro la lamina piombo, delle cose molto strutturate, si può sempre fare, cioè se si progetta dal nuovo e magari si ha una certa capacità di spesa si può fare, se siamo nella situazione dove le opere murarie sono già fatte quindi bisogna andare a modificare la struttura esistente si utilizzano i tessuti; questo si può fare o con il tendaggio o con la creazione e la posa di pannelli con questo tessuto con dietro magari un cuscino di appunto gomma piuma, lo stesso materiale di quelli a cono -

Andrea Gorra: - anche quelli poi ci sono di varie densità, penso -

Roberto Cantarelli: - varie densità, normalmente basta un pannello con un centimetro di gomma piuma e il tessuto e otteniamo dei risulati già incredibili. -

Andrea Gorra: - Ma quindi ti chiedevo questo, colgo l’occasione per disturbarti per un problema che riscontro io a casa mia da un paio d’anni a questa parte, da quando ho messo la stufa a pellet: va benissimo son contento, di giorno non dà nessun fastidio perchè comunque di giorno si sa il rumore del paese, le macchine, i vicini... non te ne accorgi; la sera vedo io e la mia ragazza quando ci dobbiamo mettere sul divano a guardarci un film dove è tutto buio, tutto silenzio, è veramente fastidiosa, che non è un rumore assordante - nel senso che devi tapparti le orecchie - è un rumore continuo però che dà veramente fastidio qundi sia il discorso di ventola che il discorso di vite che manda giù il pellet a noi ci dà veramente fastidio, è posizionata in un angolo, lì potrei utilizzare sistemi del genere?

Roberto Cantarelli: - Sì, allora diciamo che il posizionamento nell’angolo è la tempesta perfetta perchè in un angolo le onde sonore rimbalzano assolutamente, quindi si potrebbe innanzitutto isolare l’angolo, bisognerebbe comunque fare uno studio fonometrico, cosa molto semplice: si arriva con un rilevatore si calcola dove rimbalzano le onde sonore, si va a rompere quest’ onda sonora per ridurre il tempo di riverbero.

Quindi si può agire da dietro la stufa quindi sull’angolo, oppure magari può essere che possiamo scoprire che l’onda rimbalza nella zona del tuo tavolo, se hai un tavolino davanti al divano per esempio, quindi potrebbe bastare mettere un tessuto fonoassorbente per esempio sotto al tavolo; uno dice ma come cosa c’entra? L’importante è che l’onda colpisca il tavolo, normalmente devi considerare che le onde sonore non vanno mai dritte, ma vanno sempre rimbalzando da una parte all’altra della stanza, seguendo un certo schema per quello che poi alla fine è semplice risolvere il problema.

Capito da dove arriva il rumore, il volume con il quale abbiamo a che fare, si calcola il rimbalzo delle onde, quindi potrebbe semplicemente essere sufficiente mettere un pannello fonoassorbente sotto al tavolino e tu risolvi il problema.

Nel tuo caso ci può essere anche un altro aspetto soprattutto quando guardi la televisione, naturalmente se si guarda un film si tende ad alzare il volume, magari hai anche un impianto dolby sorround, allora lì si può andare a creare - però quello va sempre valutato e verificato - un insieme di onde sonore che tra di loro vanno un pochino a cozzare e quindi si scontrano e creano ancora più fastidio, più rumore, quindi potrebbe essere che dietro al divano mettiamo una pannellatura di tessuto per tenere le onde sonore del tuo dolby sorround lì così ottieni un effetto cinema perchè succede che l’onda parte dalla tv o dagli speaker o comunque dalle casse della tv, rimbalzano contro la parete dietro il divano e rimangono lì, quindi tu hai tutta la bellezza del suono a livello delle tue orecchie, un po’ come succede nei cinema e rimangono fuori quelle della stufa, quindi le separiamo, e andiamo a lavorare su quelle della stufa isolando appunto solo quelle della stufa, così quelle della stufa rimangono dove devono rimanere e isoliamo le onde sonore che ci interessano; nei cinema il concetto è esattamente lo stesso: cioè viene ottenuto il suono all’altezza delle orecchie di chi guarda il film; se tu paradossalmente vai sul palco dietro o vicino al telo dove viene proiettato il film hai un’acustica che è completamente diversa, non senti quasi niente, quindi bisognerebbe lavorare in questo senso. Coi tessuti si può fare questo, assolutamente.

Andrea Gorra: - Quindi anche, volendo, andare a sostituire le tende che ho con questi tessuti particolari -

Roberto Cantarelli: - Assolutamente, assolutamente -

Andrea Gorra: - Tra l’altro ne ho una vicino alla stufa quindi potrebbe... -

Roberto Cantarelli: -Questo potrebbe essere una soluzione -

Andrea Gorra: - E’ proprio azzeccata. -

Roberto Cantarelli: - Esatto, esatto. Poi nell’angolo solitamente vegono messe, si chiamano bass traps - trappole dei bassi - che sono delle frequenze un pochino più problematiche da gestire per cui vengono messi dei pannellini in tessuto normalmente dello stesso colore del muro così non si notano, solitamente vengono messe appoggiate a terra perchè le frequenze basse stanno sempre in basso, vengono intrappolate alla fonte, quindi vengono trattenute.

Andrea Gorra: - Adesso ti faccio una domanda che può sembrare assurda, dal momento che mi sembrano anche al tatto tessuti normalissimi al di là che hanno delle proprietà tecniche enormi, io potrei anche rivestire il mio divano così? -

Roberto Cantarelli: - Allora tu potresti rivestire anche il tuo divano con un tessuto fonoassorbente, però questo non è detto che crei fonoassorbenza. -

Andrea Gorra: - Però, può anche ostacolarmi il suono del TV -

Roberto Cantarelli: - Può anche ostacolarti il suono TV, esatto. Se tu vuoi comunque un suono definito ovviamente calcolato dove mettere, diciamo, il pannello fonoassorbente per tenere il suono dove tu lo vuoi ottenere.

Andrea Gorra: - I tessuti sono eccezionali, al tatto garantisco a chiunque non potrebbe riconoscere la differenza tra un normale tessuto da cuscino piuttosto che da rivestimento divano; differenze cromatiche, c’è il colore che voglio quindi c’è veramente l’imbarazzo della scelta -

Roberto Cantarelli: - Diciamo che il problema che hai tu in casa nelle case moderne è nettamente amplificato, soprattutto nelle case, diciamo, di ultima generazione in classe 4 risparmio energetico. E’ vero che ci fanno risparmiare dal punto di vista energetico, perchè? Perchè sono isolanti, quindi non esce nulla, tanto è vero che sono anche isolate dal punto di vista acustico: fuori non senti niente, nell’appartamento vicino non senti niente -

Andrea Gorra: - Però rimane tutto dentro -

Roberto Cantarelli: - il suono rimane tutto dentro. Quindi questo, diciamo, sviluppo dei tessuti in questa direzione è anche dovuto a questa nuova metodologia di costruzione. Quindi il suono rimanendo dentro, ciò che non esce rimane lì, quindi continua a rimbalzare; l’esempio classico è nella cucina dove abbiamo amplificato tutti i suoni che ci sono in cucina: la kappa la lavastoviglie piuttosto che la semplice macchinetta del caffè che può dare fastidio.

Andrea Gorra: - Garantisco che quando c’è veramente silenzio, questi piccoli rumori qui danno... la quotidianità dà fastidio, poi la sera così si sentono. -

Roberto Cantarelli: - Esatto -

Andrea Gorra: - Anche solo lo scarico della lavastoviglie, in cui sei in silenzio... -

Roberto Cantarelli: - Assolutamente, assolutamente. Ci sono studi che magari in un prossimo incontro possiamo approfondire, che vanno a valutare esattamente quanto influiscono sul riposo o sullo stress di una persona questi microrumori, ai quali noi non facciamo più caso però influiscono veramente tanto.

Quindi, fa parte del concetto di casa sana, benissimo il risparmio energetico perchè questo è una frontiera eccezionale, più andiamo avanti bisogna seguire quella strada, però gran parte di questo è anche il discorso della fonoassorbenza quindi stare bene in casa in maniera sana anche dal punto di vista delle onde sonore. -

Andrea Gorra: - Mai avrei pensato che certi tessuti potessero arrivare a questo effetto. Comunque, sempre parlando di tessuti, invece adesso ti chiedo un’altra cosa perchè vedo i miei clienti che è la domanda fatidica che vi fanno ogni volta: ma un tessuto, come si misura, come si dimostra che è resistente o meno?

Roberto Cantarelli: - Allora questa è una domanda che effettivamente viene fatta spesso anche a noi.

Bisogna distinguere bene l’utilizzo del tessuto, allora innanzitutto noi tendaggisti o tappezzieri, a me piace chiamarmi tappezziere perchè ahimè è un’arte che sta scomparendo, ma in Italia è un’arte molto forte e del quale vado fiero, assolutamente.

C’è una divisione netta da fare: ci sono i tessuti e i tendaggi. Normalmente si intendono tessuti uno per l’altro.

Andrea Gorra: - Quindi è impossibile trovare la stessa trama, diciamo la stessa etichetta di tessuto sia per un rivestimento divano che per un tendaggio? -

Roberto Cantarelli: - Esatto, esatto. Allora, può succedere che il tessuto che magari possiamo usare anche per rivestire un divano o una poltrona può essere utilizzato come decorazione a una finestra, a un tendaggio; però la tenda in quanto tenda ha delle specifiche nettamente diverse, perchè ha degli utilizzi diversi, allora lì si misura la capacità di resistere ai lavaggi, piuttosto che alla luce, piuttosto che al sole, ti faccio un esempio: la seta, che è il tessuto per antonomasia, bisogna stare bene attenti perchè,- facciamo ancora delle tende di seta, è ancora richiesta, per fortuna perchè è un tessuto stupendo, il tatto è unico, però ha questo grosso difetto: che alla luce si consuma, un tendaggio di seta ha una durata a scadenza. -

Andrea Gorra: - Ma è un tipo, perchè lo vedo, lo vediamo anche noi nei mobili, come parlavo l’altra volta del laccato, piuttosto che del vero legno - è un tipo di ossidazione, o è uno scolorimento dovuto ai raggi UV? -

Roberto Cantarelli: - No, è un tipo di ossidazione dovuto ai raggi UV, cioè si consuma. Cioè la seta alla luce proprio con il tempo dove ci batte la luce è come se noi continuassimo a sfregare, una cosa apparentemente strana, però succede, fino ad arrivare a tagliarsi, proprio si assottiglia e entro massimo cinque anni si taglia. Infatti la durata di un tendaggio di seta è tre - cinque anni. Ovviamente se noi il tendaggio di seta lo proteggiamo con un sottotenda ovviamente questo ha una durata non dico il doppio ma un pochino di più. Questo per dirti la differenza tra un tessuto e l’altro.

Cosa diversa è invece il tessuto per il divano piuttosto che gli imbottiti: gli imbottiti sono i letti, le sedie, la poltroncina, anche la sedia dell’ufficio. -

Andrea Gorra: - E, scusa la domanda, rientrano in queste categorie anche i coordinati tessili, cioè quindi il coprimaterasso, il copripiumone? -

Roberto Cantarelli: - Esatto -

Andrea Gorra: - Fa parte dei tessuti. -

Roberto Cantarelli: - fa parte dei tessuti. Allora i tessuti hanno un loro indice negli ultimi anni è stato messo a punto, unificato, un indice di resistenza che si chiama martindale -

Andrea Gorra: - Che è un’unità di misura. -

Roberto Cantarelli: - Sì in realtà deriva il martindale è il nome della prova che proprio viene fatta proprio da questo macchinario che ha questa unità di misura. Te lo spiego molto velocemente: viene presa questa macchina con un peso che normalmente è un kilo, viene foderato di un tessuto abrasivo piuttosto che dello stesso tessuto che noi dobbiamo provare e molto semplicemente questa macchina continua a fare dei giri sopra al tessuto, vengono fatte tre prove nello stesso momento su tre campioni diversi e viene misurato quando dopo quanti giri inizia a perdere il pelucco, in gergo si chiama piling cioè che perde pelo,poi nel secondo campione viene misurato quanto successivamente cambia colore e nel terzo caso quando si rompono i primi tre fili della trama, ok? Questo viene definito il martindale, il valore di cicli di martindale.

Un buon tessuto deve essere almeno 20.000 cicli di martindale di resistenza, se no, cioè, cioè non è dettoc che non sia buono, attenzione, non è adatto per essere utilizzato come fodera di poltroncine, sedie, tra l’altro noi dobbiamo immaginare che su una sedia e un divano noi ci alziamo e quindi continuiamo a sfregare, quindi questo...-

Andrea Gorra: - Ma il nostro indumento che può usurare di più cos’è, il jeans? -

Roberto Cantarelli: - Il jeans è, diciamo, la cosa più impegnativa per i tessuti, perchè è il tessuto più duro, poi molti jeans presentano anche i bottoncini -

Andrea Gorra: - piuttosto che cerniere -

Roberto Cantarelli: - esatto, piuttosto che cerniere, ecco il jeans è un altro nemico per i tessuti bianchi, soprattutto per l’ecopelle bianca, attenzione l’ecopelle bianca ahimè in qualsiasi caso viene quasi sempre tinta dai jeans, cioè se un tappezziere o un venditore di tessuti vi dice che questo non succede dice una piccola bugia. -

Andrea Gorra:- A me è capitato a casa mia io stesso dopo la cena di capodanno, le nostre sedie fatte bene quindi anche costose in plastica bianche, c’era tutto il segno del jeans. -

Roberto Cantarelli: - Eh sì, il Jeans, il Jeans... -

Andrea Gorra: - Jeans già usati e lavati, quindi non jeans nuovo eh, però... -

Roberto Cantarelli: - Certo, tendono, perchè appunto la struttura del tessuto che non riceve bene il discorso della tinta, quindi per il procedimento che ha di finissaggio, di tintura, tende un pochino a lasciare, questo è.

Martindale viene verificato e deve essere dichiarato sempre dai tappezzieri cioè i maggiori e migliori fornitori di tessuto lo certificano. -

Andrea Gorra: - Ma infatti io vedo nei nostri campionari di tessuti che poi vedete tutti qui alle spalle per quanto riguarda sedie, divani, testate letto tutto un discorso casa, dietro l’etichetta dove oltre a esserci scritto come è fatto quindi in poliestere piuttosto che lino piuttosto che viscosa ho un numerino: 25.000, 90.000, 100.000, quello è l’unità di misura del martindale.

Roberto Cantarelli: - Esatto, quello è. Buona norma -

Andrea Gorra: - Più si sale e più è resistente. -

Roberto Cantarelli: - e più è resistente. È buona norma informarsi sempre sul numero di cicli di martindale per avere a che fare con un tessuto adatto alle nostre necessità. Poi in una sedia che può essere decorativa non è necessario avere 90.000 cicli di martindale, magari ne bastano 15 o 20.000 se non ci sediamo su troppo spesso.

Andrea Gorra: - Un’altra cosa proprio leggendo    sempre l’etichetta dei miei tessuti: purtroppo, che poi non è un purtoppo nel senso che vedo che più è alto l’unità di misura Martindale, quindi più un tessuto è resistente e più mi acccorgo che è poliestere -

Roberto Cantarelli: - Esatto. -

Andrea Gorra: - quindi materiale completamente artificiale. -

Roberto Cantarelli: - Esatto. Diciamo che il materiale naturale è molto bello ma tra il più bello perchè dona calore al tatto alla vista -

Andrea Gorra: - o anche solo il fatto di sapere che è un materiale naturale -

Roberto Cantarelli: - esatto, però in ogni caso se tu prendi due materiali prendi il naturale e il corrispondente, diciamo, sintetico un pochino       di differenza la vedi anche ad occhio; però hanno questo rovescio della medaglia: che hanno una resistenza inferiore.

Ti faccio un esempio: ti ho portato oggi per esempio questo campionario dove noi abbiamo un velluto di ciniglia e vedi questi due tessuti? Apparentemente, uguali, anche al tatto sono uguali, ok. Allora questo è un misto poliestere e viscosa, ok quindi abbiamo la viscosa un materiale comunque naturale. E questo è tutto 100% poliestere, se andiamo a verificare il valore di martindale -

Andrea Gorra: - Quindi qual è più resistente dell’altro -

Roberto Cantarelli: - esatto, qui possiamo vedere che nel poliestere abbiamo 90.000 cicli di martindale, stesso tessuto con la viscosa abbiamo 60.000. -

Andrea Gorra: - che comunque è buono -

Roberto Cantarelli: - Che comunque è buono. -

Andrea Gorra: - però è 2/3 dell’altro -

Roberto Cantarelli: - Esatto, esatto. Poi comunque questo tessuto te l’ho portato oggi perchè sai che a me piace     andare a sperimentare la ricerca è sempre la novità, questo è un tessuto prodotto da un’azienda belga che ha brevettato questo sistema, questo è un tessuto eccezionale perchè è antisporco e antimacchia. Questo vuol dire che se ci rovesciamo sopra, c’è anche un video dichiarato del fornitore dove si vedono tutte le casistiche -

Andrea Gorra: - miscela familiare il bambino che mangia l’hot dog o il ketchup piuttosto che il caffè -

Roberto Cantarelli: - esatto, qua viene proprio dichiarato dall’azienda come lavarlo, per esempio il ketchup basta pulirlo con... spruzzare un po’ d’acqua e con un panno di microfibra lavarlo. -

Andrea Gorra: - Adesso vedo che sulla figura in foto c’è un gatto, io come sapete ho un cane, Beppe, e vedo che il mio divano insomma tra peli piuttosto che quando entra che è stato in giardino che era bagnato e così è dura tenerlo pulito. -

Roberto Cantarelli: - Il tuo cane è libero di lasciare tutte le impronte, tu semplicemente spruzzando dell’acqua e con un panno di microfibra tu questo lo lavi. Questo trattamento a differenza dei classici o dei trattamenti che abbiamo visto fino ad oggi idrorepellenti o quant’altro differisce perchè? Perchè fino ad oggi viene spalmato sulla pezza magari uno strato di idrorepellente o di teflon però coi lavaggi questo tende nel tempo ad andar via e quindi perdere questa proprietà. Il brevetto di questo progetto è che ogni singolo filo è trattato in maniera chimica e con questo trattamento, non è una pellicola. Quindi il filato viene trattato e poi viene tessuto, quindi è come la tinta, diventa parte della tinta.

E questo trattamento rimane per tutta la vita, per tutti i 90.000 martindale del tessuto e dal punto di vista del tatto e della consistenza tu non senti-

Andrea Gorra: - Non c’è alcuna differenza -

Roberto Cantarelli: - vedi abbiamo questo, abbiamo anche delle fantasie, questo è il velluto, qua il similcotone, come vedi abbiamo delle fantasie assolutamente un colore di moda, e se tu li li li -

Andrea Gorra: - Sì, poltroncine... -

Roberto Cantarelli: - esattamente. Questo è molto utile per divano, poltrone, cuscini, o rivestimenti o semplicemente per mettere un copridivano sui divani che comunque ci forniscono o che fornisci te insomma, questo, questo è. -

Andrea Gorra: - Bene, spero che anche oggi vi siamo stati utili, soprattutto per quanto riguarda il mondo dei tessuti di arredamento, ringrazio ancora il mio amico e collega Roberto Cantarelli della bottega di Tendal, vi invito a cliccare mi piace al video, condividerlo e iscrivervi al mio canale YouTube e il mio sito internet.

Ciao! -

Roberto Cantarelli: - Ciao a tutti! -


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Pubblicata il: 28/02/2019

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